Nome:

L’oliva ascolana del Piceno

Introduzione:


Origini antiche ed estimatori illustri come Garibaldi e Puccini fanno dell’oliva ascolana del Piceno un vero simbolo nazionale, golose ‘stimolatrici d’appetito’ prodotte nelle province marchigiane di Ascoli Piceno e di Teramo.

Descrizione:

Prima ancora dei Romani, furono Fenici e Greci a scoprire la coltivazione delle olive in questo splendido territorio e ad elogiarne i pregi. Il poeta Marziale critica un certo Mancino perché in un banchetto mancavano proprio le “olive picenae”, mentre lo stesso Plinio le riteneva le migliori tra tutte quelle italiane.

Le prime notizie sulla farcitura delle olive risalgono al 1600, quando venivano riempite con erbe. Oggi l’oliva ascolana è conosciuta in tutto il mondo e per la farcitura si utilizza prevalentemente un impasto di carne fresca di bovino.

Dal 2006 l’Oliva Ascolana del Piceno è tutelata come prodotto Dop. Sono due le categorie riconosciute come denominazione di origine protetta: l’oliva ascolana “in salamoia”, dall’odore caratteristico di fermentato e dal sapore lievemente acido; e l’oliva ascolana “ripiena”, adoperata per le olive fritte, dall’odore fruttato di oliva verde e spezie.

Ricette e abbinamenti


Le olive si possono utilizzare al naturale come contorni per accompagnare gli aperitivi, o ripiene farcite con carni fresche. La preparazione più nota riguarda senz’altro le olive ascolane fritte ripiene, ottenute farcendole con polpa di vitello, uova e spezie, e passandole nella farina, nell’uovo sbattuto e nel pan grattato prima di metterle a friggere in olio bollente.

Informazioni:
www.agri.marche.it