L’arrosto è il piatto protagonista di tutte le festività più importanti, ma anche della domenica in famiglia. Un piatto tradizionale non sempre facile da cucinare, ma che se preparato seguendo qualche piccola accortezza verrà ampiamente apprezzato da adulti e bambini, sprigionando quel suo profumo caratteristico per tutta la casa.
I consigli pratici
Se prepari un arrosto, la prima accortezza da adottare è quella di farlo in grande, arrostendo cioè un pezzo di carne che pesi almeno 1 kg o, nel caso di un pollo, un coniglio o un cosciotto di agnello, prendendo il più grande di quelli disponibili. La prima ragione di questo accorgimento è che il risultato finale sarà migliore e la carne risulterà più saporita.
Non bisogna, dunque, temere per la quantità: gli arrosti sono ottimi anche nei giorni successivi e mentre quelli più grassi si riscaldano perfettamente nel microonde, con quelli magri si possono preparare ottimi sandwich o piatti freddi. La seconda ragione riguarda il risparmio energtico, in quanto arrostire richiede un certo consumo di energia, che non vale la pena sprecare per una dose molto piccola.
La cottura al forno
La cottura dell’arrosto al forno deve sempre avvenire a temperatura inizialmente molto alta, in modo da formare all’esterno uno strato croccante che imprigioni i succhi interni. Il forno ideale per questo tipo di cottura è quello provvisto di termostato che permette di mantenere una temperatura costante. In mancanza di questo occorre controllare spesso che la carne non bruci, rigirandola di tanto in tanto.
La cottura in pentola
La cottura in pentola permette di mantenere la morbidezza naturale del pezzo di carne, pur richiedendo un maggiore grado di attenzione durante la cottura. Unisci la carne solo successivamente all’olio e gira il pezzo solo quando è ben rosolata. Salta bene su ambo i lati e aggiungi, a fine cottura, un bicchiere di vino rosso, per ammorbidire ulteriormente la carne.
Si può procedere, volendo, anche a posizionare il contenitore in forno per l’ultima rosolatura, continuando comunque a mantenere alta l’attenzione. Per riuscire a mantenere all’interno del pezzo che si deve arrostire i succhi e non disperderli, occorre che in cottura, fin dai primi momenti, la carne non venga punzecchiata con i rebbi della forchetta, specie quando la si rigira e, per tale motivo, solo all’inizio, è bene avere un fuoco vivace in grado di creare una crosta che impedirà agli umori stessi di fuoriuscire. La durata della cottura sarà fatta in considerazione della grandezza del pezzo da arrostire.
La cottura allo spiedo
Un’altra tecnica molto in voga è quello dello spiedo. Quest’ultima, in particolare, prevede una steccatura con aromi e una lardellatura (immissione di lardo a filetti nelle parti interne), necessaria ed opportuna per quel tipo di carni poco grasse che si inaridirebbero mentre cuociono, come nel caso del maiale.
Metodi non convenzionali
Una cottura alternativa dell’arrosto è quella ottenuta all’interno di un contenitore di creta, come la famosa “faraona alla creta”, ma anche quello cotto nella crosta di pane, come in alcune zone si usa fare con il filone di maiale o con il pesce. In alcuni casi si può optare per la cottura a base di sale grosso, con il quale si coprirà l’alimento, tecnica che contribuirà a non disperdere i sapori della carne.