La Campania riscuote, anno dopo anno, un ampio successo e un via vai di visitatori che passano e si rifugiano in questa regione alla scoperta delle tradizioni gastronomiche del luogo, tutte genuine e tutte incredibilmente saporite.
Le iniziative campane che riguardano un tipo di turismo volto alla promozione culinaria della regione sono moltissime e, in Campania, vedono come protagoniste Napoli e le costiere amalfitana e sorrentina.
I dolci della tradizione campana sono indissolubilmente legati alle ricorrenze religiose della tradizione.
Natale, Pasqua e Carnevale sono le festività in cui l’abile arte dei mastri pasticceri si è cimentata nella realizzazione di gustosissimi e bellissimi dessert tradizionali, quasi tutti a base di pasta di pane, un ingrediente che ha rivestito un ruolo importante nella cultura e nella vita religiosa della regione.
La celebre pastiera napoletana, con il suo profumo inconfondibile, richiama la tradizionale Pasqua passata in famiglia, gli struffoli e le chiacchiere i coriandoli e tutta l’allegria tipica del carnevale, la cassata il Natale in famiglia, mentre l’immancabile limoncello le serate trascorse con parenti e amici sulla veranda di casa, spesso in estate.
La storia
La pasticceria napoletana non è fatta solo di storie e ricorrenze familiari, ma anche di vicissitudini storiche e cambiamenti nell’assetto politico delle città. Dai greci ai romani, dagli inglesi ai portoghesi, i dolci richiamano necessariamente le vecchie tradizioni dei popoli che in questa regione si sono succeduti. Ne sono un esempio gli struffoli, risalenti al periodo greco, o la ricetta delle chiacchiere, descritta per la prima volta negli antichi volumi romani.
È proprio la pasta dei dolci, infatti, che dopo secoli di dominazione è diventata fritta, frolla, sfoglia, bignè, pan di spagna o babà, a seconda delle usanze e costumi culinari di quel determinato periodo storico.
Il babà napoletano
Il celebre babà, attribuito per tradizione ad un celebre re polacco, fu portato dai francesi a Napoli e il dolce conserva ancora il nome originario di “vecchia signora”, probabilmente per la sua pasta molle particolarmente adatta a chi soffriva di problemi di denti.
La pastiera
Non solo i babà, ma sono moltissimi i dolci della tradizione campana che balzano alla mente quando pensiamo a queste specialità. Primo tra tutti la pastiera, simbolo della cucina napoletana del periodo pasquale, apprezzata in realtà durante tutto l'anno, è un dolce a base di pasta frolla con ripieno di ricotta, panna, canditi e grano insaporito con fiori d'arancio.
Le sfogliatelle
Al secondo posto, ma non per importanza, le sfogliatelle, con pasta finissima e croccante che nasconde, anche in questo caso, un cuore di ricotta. La sfogliatella è nata nel ‘700 all’interno delle cucine del convento della Croce di Lucca, come dolce da offrire ai prelati in visita al luogo. Nell’ ‘800, infine, questo dolce uscì dai conventi e, grazie all’oste Pasquale Pintauro, si fece comune tra la cittadinanza che lo elesse tra i suoi dolci favoriti.