La Strada dei Vini e dei Sapori dell’Appennino Bolognese si aggiunge agli altri percorsi esistenti sul territorio regionale e si snoda tra i crinali e le vallate bolognesi, arrivando fino ai confini con la Toscana tra colori, sapori, profumi e paesaggi mozzafiato.


Il territorio del percorso è frammentato da antichi valichi e camminamenti che passano per le storiche vie Emilia e Porrettana e permettono al visitatore di calarsi in una dimensione storica del viaggio, ma anche scoprire paesaggi suggestivi, realtà incontaminate e assaporare la quiete degli spazi aperti, soprattutto in autunno, quando i colori sono più intensi.


Si tratta di un camminamento che offre idealmente l’idea di un ponte tra le Strade già presenti sul territorio e che offre al pubblico la possibilità di degustare i prodotti tipici della zona, scoprendone la lavorazione e, dunque, il valore aggiunto.

Il vino 

La degustazione del vino è una vera e propria tappa obbligata di questo week end all’insegna della riscoperta della sapiente arte dei vignaioli di questa terra che dissetò i tanti pellegrini diretti in viaggio verso nord o verso sud.


Tra i numerosi vini bianchi ha un posto d’onore il Pignoletto, disponibile nelle tipologie Superiore, Passito e Spumante, secco o amabile. Tra gli altri ricordiamo Sauvignon, Chardonnay, Riesling italico e Pinot Bianco, mentre tra i rossi Doc ci sono il Barbera, il Cabernet Sauvignon e il Merlot.

I Formaggi

ll re indiscusso dei formaggi della regione è il Parmigiano Reggiano Dop, che vanta una stagionatura minima di un anno, una fama mondiale e un’arte casearia risalente ai benedettini. Esso rappresenta, inoltre, un condimento insostituibile per pasta e minestre e, soprattutto per la preparazione del piatto per eccellenza della cucina bolognese: il tortellino.


Come se non bastasse, sono da scoprire anche le gustose varietà dello Squacquerone, formaggio molle ottenuto con latte vaccino, il Pecorino del Pastore e le tenere caciotte.

Carni e Salumi

La razza bovina romagnola è stata insignita del riconoscimento europeo di ‘vitellone bianco dell’Appennino centrale Igp’. Un tempo sfruttata come forza lavoro, oggi è allevata tra le pendici scoscese del territorio.


Tra i salumi pregiati non si può non nominare la Mortadella Bologna Igp, accompagnata da una moltitudine di insaccati “non firmati” che trovano il proprio emblema nel maiale e nei suoi derivati: tutte specialità preparate secondo le ricette e tradizioni del passato, conservando le loro tipicità.

Il bosco e i suoi prodotti

Sul territorio sono attivi vari Consorzi di castanicoltori che godono di grande fama grazie al ‘Marrone biondo dell’Appennino bolognese’ o alla ‘Castagna fresca e secca di Granaglione’. Oltre a questi prodotti, celebrati con feste ad hoc, c’è da segnalare l’altrettanto famoso ‘Tartufo Bianco Pregiato dei Colli Bolognesi’.

Dove mangiare:

Qualsiasi sia l’itinerario prescelto, non si può rientrare dal week end senza aver fatto tappa in una delle numerosissime trattorie o agriturismi per gustare le tipicità dei prodotti della regione.


Per citare solo alcuni esempi di una tradizione culinaria tanto vasta quando gustosa: agriturismo “Canovetta del Vento”, un’azienda agricola biologica a pochi chilometri da Bologna, l’agriturismo “Pian dei Castagni”, un tipico casolare contadino dell’800, e l’agriturismo “Il Cavicchio”, nel cuore verde della campagna bolognese, facilmente raggiungibile in macchina.


Info:
http://www.stradappenninobolognese.it